Tour de France 2026, Top/Flop del giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Tour de France 2026.

  • Tim Merlier (Soudal Quick-Step): Il suo cruccio è da sempre quello che le volate vengano considerate meno spettacolari, rispetto alle tappe di montagna e, in generale, ad arrivi selettivi. Questa volta, però, quello che ha combinato il belga deve essere universalmente riconosciuto come un capolavoro: trovatosi parecchio indietro nel momento in cui davanti hanno iniziato lo sforzo finale, è stato capace di rimontare in maniera quasi sovrumana, toccando punte di velocità sconosciute per gli altri e togliendosi anche lo sfizio di vincere in maniera più che convincente. Al momento è il più forte velocista in gruppo, senza dubbio.
  • Biniam Girmay (NSN): Sesto nella prima volata, terzo nella seconda e adesso secondo, battuto solo da un Merlier irreale. Peraltro anche l’eritreo ha sfoderato una rimonta di altissima qualità, riuscendo a superare parecchi rivali. Per lui sono tutte indicazioni molto preziose, soprattutto in chiave futura, anche perché, date le sue caratteristiche, se la condizione rimarrà questa, sarà molto difficile batterlo su traguardi un po’ meno filanti.
  • Liam Slock (Lotto Intermarché): Aggiunge un premio della combattività alla collezione di squadra, aperta dal collega di fughe Baptiste Veistroffer. Stavolta tocca a lui e il belga mette in mostra ottime qualità e una determinazione davvero notevole. Per alcuni minuti sembrava poter addirittura pensare al colpaccio, ma ha pagato probabilmente il fatto di non aver avuto almeno un compagno di attacco al suo livello. Da solo era durissima, ma lui ci ha provato fino alla fine.
  • Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech): In buona sostanza, si è vista la replica di quanto andato in onda 24 ore prima. Lanciato come meglio non si potrebbe da Mathieu van der Poel, che questa volta gli rimane davanti ancora un po’ più a lungo, finisce per spegnersi nel momento in cui dovrebbe invece mettere sull’asfalto tutta la sua potenza. Evidentemente, c’è qualcosa che non va: bisognerà vedere se il belga riuscirà a riparare il “guasto” prima delle prossime volate.
  • Max Kanter (XDS Astana): Dopo una serie di ottime prestazioni, stavolta il tedesco non riesce a brillare. La squadra si spende in maniera molto evidente per lui, in diversi tratti di gara e la tavola nel finale sembra apparecchiata quantomeno per un altro bel risultato, ma l’epilogo non è dei migliori: alla fine è nono e deluso, lontano da quelle che erano le aspettative di giornata.
  • Mads Pedersen (Lidl-Trek): La tattica con cui lui e la squadra vogliono inseguire la Maglia Verde pare ormai molto chiara: attenzione puntata soprattutto sui traguardi volanti e su eventuali fughe da lontano, perché le volate di gruppo sembrano non piacergli più particolarmente. Stavolta, però, il bilancio è parecchio in negativo, rispetto ai rivali, perché allo sprint intermedio non va oltre il quinto posto e all’arrivo si piazza dodicesimo. Il Verde ce l’ha ancora addosso, ma Tim Merlier ora è molto vicino…

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